Bunker Toro, stile De Biasi

SEI GOL INCASSATI IN 14 TURNI: DOMENICA CONTRO IL MODENA IL REPARTO SARÀ DA REINVENTARE. NICOLA: «ABBIAMO LE ALTERNATIVE»

Il tecnico ha sempre costruito i suoi successi in B e C sulla solidità difensiva

TORINO. Il Toro ha già 26 punti, fatti con 13 gol. Come dire che ogni rete finora ha fruttato due passi in classifica. Un capolavoro di concretezza, insomma. In puro stile De Biasi, tecnico pragmatico e sostanzioso che ha sempre costruito le sue squadre sulla solidità della difesa ricavandone soddisfazioni in serie.

Dimentichiamo l’esperienza in A fatta con Modena e Brescia, chiusa inevitabilmente con passivi pesanti contro corazzate fuori categoria. Ma quando l’allenatore trevigiano ha potuto misurarsi in serie B e C contro rivali dello stesso livello, il meglio lo ha dato trovando in fretta la formula giusta per le sue retroguardie. E per 5 stagioni consecutive, fra il 1997/8 e il 2001/2, ha chiuso subendo molto meno di un gol per partita: 0,53 con la Spal vittoriosa in C2, 0,76 con i ferraresi in C1, 0,87 subentrando in corsa al Modena di C1, 0,59 nella promozione gialloblù dalla C1 e 0,60 in quella dalla B.
Ora, con il Toro messo su in fretta e furia, De Biasi è tornato a dare lezioni di impermeabilità. In granata, addirittura, sta firmando un’impresa che batte le altre: nelle prime 14 giornate ha incassato appena 6 reti, 3 delle quali su rigore, una sola su azione manovrata. Questa volta ha puntato tutto sull’esperienza, sull’usato sicuro: Taibi in porta, Brevi a dirigere le operazioni, Orfei, Ungari e Balestri già suoi pupilli a Modena, più Martinelli, Doudou e Nicola. Tutti ultratrentenni, comunque, ad eccezione di Orfei (29). E davanti a loro, altra gente di mestiere, bravissima a fare filtro: Ardito, Edusei e Longo, aspettando Gentile.

Tutto bene, per non dire benissimo, finora. Nonostante il poco tempo avuto a disposizione per mettere a punto i meccanismi. Nonostante l’ampio turnover registrato dinanzi a Taibi dove, un po’ per necessità e un po’ per scelta, l’unico sempre presente è stato Balestri. Da qualche partita, però, tra infortuni e provvedimenti disciplinari, De Biasi in difesa non può più permettersi di scegliere. In particolare, non potrà farlo domenica, contro il «suo» Modena, nel big-match del 15° turno: squalificati Martinelli e Doudou, ancora in dubbio Brevi, stiratosi nella notte di Mantova. Salvo sorpresone, toccherà ai tre ex gialloblù Orfei, Ungari e Balestri. Integrati da Nicola, preziosissimo jolly, tutt’altro che inquietato dall’emergenza: «Speriamo ancora di recuperare Brevi, ma in ogni caso è giusto dire che la difesa è il nostro reparto con più alternative. De Biasi ha buoni giocatori da turnare e chi subentra ha sempre saputo sfruttare l’occasione. E poi sono convinto che anche le difficoltà stiano contribuendo alla nostra crescita: temprano, responsabilizzano, danno la possibilità di accontentare più gente».

Indole da cabarettista ma, quando è il caso, arguto ed equilibrato come pochi, il 32enne pinerolese ha le idee chiarissime sulle qualità necessarie per salire in A: «La continuità di risultati è d’obbligo, ma è decisivo avere tanti giocatori predisposti al sacrificio dal rendimento assicurato piuttosto che 2-3 primedonne che a volte possono piantarti in asso». Il Toro d’oggi è proprio quel che Nicola vorrebbe: «È l’esperienza che fa la differenza, che ci ha permesso finora di non perdere mai la testa. Se le cose non vanno benissimo, occorre avere pazienza: prima o poi, un guizzo lo puoi trovare».

di Roberto Condio

Fonte: La Stampa